Visita alla Casa di Accoglienza Enzo Jannacci

Questa mattina ho organizzato con la commissione consiliare Politiche Sociali una visita presso la Casa di Accoglienza Enzo Jannacci di viale Ortles 69.

Tornare alla Casa è sempre una bella esperienza, abbiamo ascoltato le storie di alcuni ospiti che hanno perso il lavoro, la dimora e la famiglia ma erano felici di aver trovato una Casa e una comunità che ha dato loro una seconda possibilità di vita.

La città di Milano ha una lunga storia di attenzione ai problemi dei meno abbienti, vi erano orfanotrofi, luoghi pii elemosinieri, associazioni laiche attraverso le quali i notabili della città si auto-tassavano per finanziare iniziative di assistenza ai poveri dal punto di vista economico, sanitario, educativo e alimentare.

Nel 1884 nasce il primo Asilo Notturno “Lorenzo e Teresa” e poi ne nasceranno altri su iniziativa di diverse associazioni e nel 1905 fu istituito il primo ospizio notturno: il Ricovero Notturno Giuseppe Levi.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, durante la quale il Ricovero Levi fu distrutto dai bombardamenti, gli Asili Notturni furono trasferiti nella nuova sede in viale Ortles 69. Oggi i Ricoveri Notturni si chiamano Casa dell’Accoglienza: è una riforma del modo di affrontare le problematiche delle persone senza fissa dimora, intervenendo attraverso un progetto personalizzato con lo scopo di riportare le persone a una condizione di autonomia individuale.

La Casa dell’accoglienza di viale Ortles nel 2014 è stata intitolata ad Enzo Jannacci, accoglie 478 persone e oltre 600 durante il Piano Freddo, e offre quindi accoglienza temporanea a persone adulte in difficoltà e cerca di aiutarle a ritornare ad una situazione di autonomia lavorativa e abitativa.

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