Aiutare le persone fragili e tenere pulita la nostra città: Bella Milano!

Ieri ho partecipato ad un importante momento per la città di Milano: la presentazione del progetto Bella Milano frutto di tanto lavoro da parte degli Assessori Majorino e Granelli e in particolare del Celav.

Il progetto del Comune prevede il coinvolgimento di persone fragili che si trovano in una situazione di difficoltà e di cento richiedenti asilo volontari impegnati a rotazione
in azioni di cura del territorio.

L’iniziativa ha avuto una prima fase sperimentale nelle zone della stazione Centrale e di via Padova-Loreto tra la fine del 2017 e i primi quattro mesi del 2018 e oggi riparte completamente rinnovata. Le squadre non si occuperanno più solamente di pulizia di
giardinetti, lavaggio dei giochi per bambini, raccolta di cartoni e foglie, di materiale destinato alla raccolta differenziata o speciale operando in parallelo con Amsa e svolgendo interventi non previsti dal contratto di servizio, ma avranno anche il compito
di segnalare i casi di disagio sociale individuati sul territorio. Si amplia inoltre il raggio d’azione del progetto passando da due a sei zone presidiate: vengono confermate le aree della sperimentazione alle quali si aggiungono il Corvetto (via Barabino,
via Polesine, Via Pomposa, via Mompiani, via Longhena), Baggio (via Cancano, via Cividale del Friuli, via Anselmo da Baggio), zona Sarpi (via Sarpi, piazza SS Trinità, via Messina, via Niccolini, via Bruno, via Rosmini) e zona via Gola (via Gola, via Segantini,
via Magolfa, piazza Ercole, parco Baden Powell). In autunno, inoltre, l’obiettivo è incrementare ancora l’impegno arrivando a venti squadre che copriranno anche i quartieri di San Siro, Quarto Oggiaro, Niguarda, Molise-Calvairate e Gratosoglio.

Con Bella Milano – ha detto il Sindaco di Milano Giuseppe Sala – abbiamo l’opportunità di coinvolgere i milanesi in condizioni di svantaggio sociale, perché disoccupati da molto tempo o provenienti da esperienze di carcere, dipendenza, senza fissa dimora,
in attività utili per sé e per la collettività. Accanto a queste persone, individuate dai Servizi sociali del Comune e impiegate con una borsa lavoro, come primo passo per rientrare nel mondo del lavoro, ci saranno alcuni richiedenti asilo che hanno aderito
alla nostra proposta di mettersi gratuitamente a disposizione della città per costruire insieme, anche attraverso attività di volontariato, un percorso di integrazione nei diversi quartieri. È una formula che riteniamo vincente proprio perché permette a tutte
queste persone di dimostrare la propria voglia fare impegnandosi in attività molto apprezzate dai cittadini”.

Via al progetto P.A.N.E per la formazione lavorativa dei richiedenti asilo

Oggi in commissione consiliare abbiamo presentato il progetto P.A.N.E. un’importante iniziativa per l’inserimento lavorativo dei migranti.

Partirà il 3 aprile la prima edizione di P.A.N.E., il progetto per l’inclusione lavorativa dei richiedenti asilo promosso dal Comune di Milano e Fondazione Adecco in collaborazione con la Società Umanitaria.

Sono 16 i migranti, di età compresa tra i 18 e i 25 anni ospiti delle strutture del territorio milanese, che parteciperanno alla prima edizione del progetto che punta a offrire un’occasione di integrazione attraverso la formazione e il lavoro. Il 3 aprile, dopo la fase di selezione realizzata con il contributo del Centro di mediazione al lavoro (Celav) del Comune, avrà inizio il primo corso di formazione per panificatori e addetti
alla caffetteria che si svolgerà presso la sede di Società Umanitaria. Avrà la durata di un mese, per un totale di 120 ore, di cui 60 dedicate a nozioni teoriche e 60 alla pratica laboratoriale secondo un modello di formazione fondato sul learning by doing,
ovvero l’apprendimento attraverso il fare, che metterà subito alla prova sul campo i ragazzi. Il corso affronterà tutti gli aspetti riguardanti la normativa di riferimento, la gestione di una caffetteria, la tecnica della cottura e gli elementi fisici e biochimici
che intervengono nella preparazione dei prodotti da forno. Al termine del percorso formativo organizzato in collaborazione con Fondazione Adecco, verranno avviati dei tirocini trimestrali in azienda per i quali i tirocinanti riceverannouna borsa lavoro dell’ammontare di circa 500 euro il cui costo sarà sostenuto dal Celav. Sono già diverse le imprese del territorio che hanno mostrato interesse ad aderire al progetto. Gli abbinamenti tirocinante-azienda verranno decisi sulla base del percorso individuale di ogni partecipante, delle sue caratteristiche e delle sue inclinazioni, grazie al prezioso apporto dei tutor messi a disposizione dal Celav che seguiranno i partecipanti in tutto il percorso.

Sono già diverse le imprese del territorio che hanno mostrato interesse ad aderire al progetto. Gli abbinamenti tirocinante-azienda verranno decisi sulla base del percorso
individuale di ogni partecipante, delle sue caratteristiche e delle sue inclinazioni, grazie al prezioso apporto dei tutor messi a disposizione dal Celav che seguiranno i partecipanti in tutto il percorso.

Nel 2018 i fondi assegnati dal bilancio previsionale per il Centro mediazione al Lavoro ammontano a 1,9 milioni di euro che si tradurranno in 1.445 tirocini e borse lavoro per i milanesi.

Incontro sulla Povertà: un’alleanza per sostenere chi ha più bisogno

Domenica 8 ottobre ci siamo confrontati sul tema della Povertà durante un’iniziativa organizzata da Angelo Inzoli del Municipio 2, in particolare sulle politiche messe in atto dall’amministrazione comunale per l’inclusione sociale. È un tema che mi sta molto a cuore, i dati Caritas ci dicono che sempre più cittadini hanno bisogno di aiuto, con un aumento della coda alle mense del Volontariato e più di 13 mila persone che si sono rivolte ai centri di aiuto.

La fragilità in continuo aumento non deve farci abbassare la guardia perché Milano non lascia indietro nessuno!

Milano ha investito 192 milioni di euro in sei anni per il sostegno al reddito

L’alleanza della città contro la povertà è stata di fatto sancita sabato scorso al termine di una mattinata e di una settimana (“Sostiene Milano”) di confronto tra coloro che in città si occupano di questo tema concretamente.

Fondazione Cariplo, Caritas Ambrosiana, Opera San Francesco, Banco Alimentare e Farmaceutico, Casa della Carità, Fondazione Pellegrini e Comune di Milano: tutti hanno rinnovato l’impegno a porre in atto nuovi e più efficaci interventi partendo proprio dalla necessità di agire insieme. E oggi, nella Giornata internazionale contro la povertà, questa alleanza risulta ancora più significativa.

Milano negli ultimi sei anni ha investito 192 milioni di euro in contributi di sostegno al reddito, passando dai 18 milioni del 2011 ai 38,5 messi a bilancio quest’anno. Una somma cresciuta negli anni per dare risposta ad una domanda più che triplicata a partire dal 2012. Una situazione che ha reso necessaria l’introduzione di nuove misure considerate più efficaci e mirate.

Così a Milano, prima che a livello nazionale, è stata sperimentata la cosiddetta inclusione attiva (con i patti di “riscatto sociale nel 2014) poi adottata dal governo attraverso il Sostegno di inclusione attiva (Sia) e il Reddito di inclusione (Rei) che entrerà in vigore dal prossimo gennaio. Con il Rei il Comune raddoppierà il numero dei beneficiari prima raggiunti dal Sia.

Sul fronte degli interventi verrà garantito lo stesso livello di servizi e contributi degli scorsi anni rafforzando la presenza di misure contro la grave emarginazione. Grazie ai fondi del Governo e dell’Unione Europea (Pon Inclusione e Pon Metro e Po Fead) pari a 13,6 milioni di euro, il Comune potrà realizzare sia interventi strutturali (riqualificazione di Casa Jannacci e Docce pubbliche) sia potenziamento e incremento dei servizi per i senza dimora.

Grazie invece a fondi individuati tra le proprie risorse di bilancio, l’Amministrazione ha avviato il “reddito di maternità” destinato alle famiglie per l’acquisto di beni e sevizi per i bebè milanesi, attraverso l’utilizzo di una carta elettronica (bebè card).

La ripartizione delle risorse:

Al sostegno al reddito e alle misure contro la povertà quest’anno saranno destinati 38.467.650 di euro così ripartiti:

– 13.652.2600 milioni in contributi e titoli sociali per anziani;

– 9.853.170 per famiglie con minori e contributi famiglie affidatarie (1,7 dei quali in reddito di maternità e 5,7 da Sostegno Inclusione Attiva);

– 7.853.870 per persone con disabilità;

– 4.108.350 milioni di euro per giovani coppie e adulti in difficoltà (1.840.000 dei quali in borse lavoro);

– 3.000.000 milioni di euro da Pon per estreme povertà