Mozione sull’Endometriosi in Consiglio Comunale

Recentemente ho depositato presso il Consiglio Comunale di Milano la seguente mozione in qualità di Presidente della Commissione Politiche Sociali, Servizi per Salute e Volontariato poiché ritengo che sia un tema fondamentale su cui bisogna lavorare ancora molto.

                                     MOZIONE – VASILE

OGGETTO: MOZIONE DELLA CONS. VASILE – SENSIBILIZZAZIONE E INFORMAZIONE SULLA PATOLOGIA DELL’ENDOMETRIOSI

PREMESSO CHE

·         Il 7 aprile ricorre la Giornata Mondiale della Salute e la commissione Politiche Sociali, Servizi per la Salute e Volontariato ha recentemente portato all’attenzione dei proprio commissari un problema molto diffuso e ancora sommerso, quello dell’endometriosi;

·         Tra i molti traguardi raggiunti dalla nostra città, ora c’è anche quello di essere la capitale mondiale della ricerca scientifica sull’endometriosi;

CONSIDERATO CHE

·         L’endometriosi è una patologia che colpisce l’apparato genitale femminile provocando frequentemente dolori, problemi psicologici e deterioramento della qualità della vita con esiti invalidanti

·         L’endometriosi è una patologia che può portare all’infertilità e si stima che il 5% delle donne in età riproduttiva ne sia affetta

CONSIDERATO ALTRESI’ CHE

·         A gennaio, il premier Paolo Gentiloni ha firmati i Lea (Livelli Essenziali di assistenza) e l’endometriosi è stata inserita nell’elenco quale patologia cronica invalidante, ovvero si riconosce alle pazienti il diritto di usufruire in esenzione di alcune prestazioni specialistiche di controllo. Nonostante ciò La consapevolezza di tale patologia è ancora troppo limitata

IL CONSIGLIO COMUNALE DI MILANO

IMPEGNA LA GIUNTA

·         A realizzare materiale informativo sull’endometriosi da distribuire negli Ospedali, presso i medici di base, nelle farmacie, nei consultori, nelle scuole e laddove si ritiene utile

·         A realizzare un evento annuale di sensibilizzazione e informazione sul tema aperto alla cittadinanza

“Il prezzo delle ali” libro di Palma Gallana

Ecco una parte della prefazione che ho scritto per questo un testo che vale davvero la pena leggere!

“Il prezzo delle ali” sono le parole che pronuncia la protagonista del romanzo per uscire da anni e anni di maltrattamenti che affondo le radici già nella sua infanzia.

Ecco allora che l’azione dell’associazione Fermati Otello e il libro Il prezzo delle ali si intrecciano e mirano entrambi allo stesso scopo, quello di sensibilizzare più persone possibili sul tema della violenza di genere.

Il prezzo delle ali è un libro intenso e delicato che arriva direttamente al cuore, un libro che apre la possibilità di riflettere su di sé e sugli altri con uno sguardo nuovo lo stesso sguardo che ritrovo nei componenti dell’associazione Fermati Otello. È quello sguardo che ha voglia di raccontare un dolore ma allo stesso tempo diffondere la speranza che dalla violenza si può uscire! Quando si esce dalla violenza si ricomincia a volare, e questo libro può aiutare molte donne a ritrovare le ali della libertà.

Ci sono molti modi per sensibilizzare la cittadinanza sul tema del femminicidio e ora all’azione di Fermati Otello si aggiungerà tra le modalità di sensibilizzazione anche la diffusione de Il prezzo delle ali per ricordarci che il tema della violenza maschile sulle donne è un problema di tutti e soprattutto per ricordarci che si può uscire, ma non solo, sono convinta che solo dalla collaborazione e dalla reciproca analisi e comprensione si possono innescare dei meccanismi positivi per chiedere alla nostra società meno violenza e più parità. È risaputo che proprio laddove c’è maggiore eguaglianza e quindi parità di genere si riduce drasticamente la violenza sulle donne!

Siamo donne e uomini, ognuno con la propria storia, ma insieme per uno scopo preciso: confrontarci,

“Fermati Otello!” è l’appello accorato della società che si sta sensibilizzando a questo problema e che ha incontrato sul proprio cammino una storia di rivincita con cui volare più in alto: Il prezzo delle ali.

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Partita di calcio per la Resistenza

Partita di calcio per la Resistenza

Il 29 di aprile all’Arena Civica di Milano si è svolto un bellissimo torneo per la Resistenza. Non poteva mancare la squadra del Consiglio Comunale femminile, che ho contribuito a costituire a settembre 2016 in vista del torneo di Fermati Otello contro la violenza di genere, la squadra del Consiglio Comunale maschile, UISP, Bella Ciao Milano, Wendy e tante altre. Ecco qui Un bel ricordo di UISP, dell’assessora allo Sport Roberta Guaineri, del Calcio per la Resistenza e di una bella partita con le compagne di consiglio. Rispetto all’ultimo Torneo contro le Parlamentari siamo decisamente migliorate, forza ragazze!

25 Aprile – Festa della Liberazione

E’ certamente possibile, risalendo indietro nei secoli, trovare nella cultura europea, in diversi campi della storia del pensiero, molteplici riferimenti all’Europa come entità non meramente territoriale bensì auspici e progetti di una qualche forma di unità sovranazionale, comprendente il vecchio continente. L’idea di un’Europa unita affonda le sue radici nell’Illuminismo e nella visione kantiana di una comunità di stati che cooperano per garantire “la pace perpetua”.

Il dibattito sulla necessità di un’integrazione economica e politicanell’Europa ha influenzato molti intellettuali attivi nel movimento della Resistenza nell’Europa occupata dalle truppe nazi-fasciste.

Difatti Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni, incarcerati in quanto antifascisti scrissero il famoso Manifesto Ventotene nel 1941, Manifesto che è stato un punto di riferimento per tutte le correnti federaliste d’Europa.

L’Europa che cominciava a prendere forma su iniziativa di Jean Monnet e Robert Schuman  non sarebbe stata la realtà politica globale, al di sopra degli stati nazionali immaginati dagli europeisti della prima ora, ma avrebbe offerto soluzioni comunitarie a problemi specifici e distinti, mediante la creazione al fianco degli Stati membri di istituzioni destinate al raggiungimento di fini particolari, seguendo il metodo funzionalista teorizzato sin dal 1943 dallo studioso romeno David Mitrany.

“L’Europa non potrà farsi un una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto” diceva Schuman nella sua famosa dichirazione che diede poi vita alla CECA (Comunità Europa del carbone e dell’Acciaio).

Alla luce di quanto detto fin’ora io vi invito a scendere in piazza il 25 aprile indossando anche qualcosa di blu come la bandiera europea.

Perché il 25 aprile?

Il 25 aprile perché l’Europa unita e la pace sono l’eredità più preziosa che ci è stata consegnata dalla Resistenza.

Dobbiamo scendere in piazza portando anche tutto il nostro orgoglio europeo oltre che quello di Milano Medaglia d’Oro della Resistenza. Milano è capitale dell’integrazione europea e la manifestazione del 25 ha bisogno della partecipazione di tutti noi, ha bisogno di piazze democratiche e di energia ritrovata. Insieme dobbiamo ripartire dalla Liberazione, dalle nostre radici, per portare più Italia in Europa e più Europa in tutti noi.

L’Europa è nata così dal desiderio di libertà, dalla forza di ideali più grandi, che hanno unito i paesi nel contrastare il totalitarismo, la dittatura e il nazionalismo.

“La pace mondiale non potrà essere salvaguardata se non con sforzi creativi proporzionali ai pericoli che la minacciano” diceva Monnet ed io aggiungo che in questo momento storico più che mai c’è bisogno di un’Europa forte e unita per contrastare i pericoli delle derive nazionaliste e xenofobe, e riaffermare l’attualità della Resistenza come valore fondante dell’Unione europea, ci vediamo il 25.

A Bruxelles per parlare di Politiche di Inclusione Sociale

A Bruxelles per parlare di Politiche di Inclusione Sociale

16 maggio – Oggi scrivo per raccontarvi del bellissimo Seminario al quale ho avuto modo di partecipare settimana scorsa, organizzato dalla Commissione Europea a Bruxelles.

Ho partecipato in qualità di Presidente della Commissione Politiche Sociali e Servizi per la salute, lo scopo del seminario è stato quello di scambiarsi delle best practice con i colleghi europei sul tema dell’inclusione sociale e capire quindi quale possa essere il ruolo del settore pubblico nel promuovere la diversità.

Sappiamo bene che per inclusione sociale nel mercato del lavoro si intende l’inclusione e la valorizzazione dei talenti femminili, delle diversità etnico-culturali, delle diversità di orientamento sessuale, religioso, nonché delle diverse abilità.

Nell’ottica quindi di portare a Bruxelles i progetti che l’Amministrazione Comunale ha messo in atto nei confronti delle diversità io ho scelto di concentrarmi su uno dei molteplici aspetti delle Politiche Sociali, quello della disabilità, e in particolare su alcuni progetti che abbiamo portato avanti su questo tema.

In primis ho raccontato l’esperienza di Casa Puglie un progetto bellissimo che consiste nello sperimentare un laboratorio di residenzialità a favore di persone con disabilità.

Questo progetto è in linea con quanto chiesto nella Convenzione ONU sul diritto alle persone con disabilità, l’articolo 19 infatti invita gli Stati parte di questa convenzione a promuovere esperienze di vita indipendente e di inclusione nella comunità.

Ecco perché il secondo progetto che ho deciso di portare a Bruxelles è quello di Casa Betti. Casa Betti oltre ad essere una casa dove persone disabili vivono sperimentando la vita autonoma è a mio avviso un bellissimo esempio di collaborazione fra il Comune di Milano e le Associazioni nonché le cooperative presenti sul territorio Milanese, come Azione Solidale, che da anni lavora sul tema del “dopo di noi … durante noi” Infatti il progetto di Casa Betti nasce dalla spinta dell’Associazione Presente e Futuro e dall’infaticabile lavoro del suo Presidente Michele Procopio con il quale si spera di riuscire a realizzare Casa Betti 2 e con la collaborazione di Azione Solidale e Consorzio SIS.

Ho raccontato del progetto Book Box che nasce con lo scopo di promuovere un percorso di avviamento al lavoro di adolescenti e di adulti affetti da disturbi dello spettro autistico attraverso la gestione e il mantenimento dello spazio lettura in vari luoghi.

Infine ho portato all’attenzione dei colleghi europei un tema che credevo molto più diffuso di ciò che ho riscontrato che è quello che sto portando avanti da molti mesi e che consiste nel rendere i parchi di Milano esistenti e futuri inclusivi per tutte le bambine e i bambini con diverse abilità ovvero con la presenza di giochi che possano essere utilizzati contemporaneamente da tutti.

E’ un lavoro molto difficile per mancanza spesso e volentieri di risorse ed è qui che spero che possa nascere una proficua collaborazione con il privato e con il volontariato perché il volontariato spesso arriva laddove le istituzioni non ci riescono ma allo stesso tempo le istituzioni devono promuovere il volontariato attraverso la politica.

Dai colleghi europei impegnati nel sociale ho appreso numerosi progetti che spero di portare nella Commissione Politiche Sociali nonché in Consiglio. Sicuramente la consapevolezza che quando parliamo di inclusione sociale dobbiamo pensare da qui ai prossimi vent’anni. Valorizzazione della diversità significa anche crescita economica per il Paese. In Svezia, in Danimarca, in Germania la collaborazione tra il pubblico e il privato è molto forte (su questi temi) e quindi ho capito che a Milano stiamo percorrendo la strada giusta.

Infine ho fatto una piacevole visita al Parlamento Europeo!

Di Maio (M5S) si scusi con la comunità romena

Mi rivolgo al Vicepresidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio del Movimento 5 Stelle in merito alle sue vergognose dichiarazioni sulla comunità romena in Italia, composta dal “40% di tutti i criminali della Romania”.

Mi sento offesa come romena, democratica e come dottoranda universitaria. Come romena perché quest’affermazione è discriminatoria nei confronti del mio paese natale e di tutta la comunità presente ed integrata nel tessuto nazionale, impegnata in moltissimi settori produttivi, dai lavori di cura all’Università, dall’edilizia al sociale.

Come democratica perché le sue affermazioni in questo delicato momento storico vanno nella direzione di aumentare il clima di intolleranza e xenofobia di cui non si sentiva il bisogno, come dottoranda perché usa dati senza avere fonti attendibili e lo fa in maniera strumentale.

Il parziale dietrofront di Di Maio non fa che confermare l’opinione che ha di una comunità che vive, lavora e paga le tasse in Italia. Le sue parole sono gravi sia per la carica istituzionale che ricopre sia perché provengono da un leader di un partito che mira a governare l’Italia. Chiedo pertanto le immediate scuse alla comunità romena.

Qui di seguito due articoli che ricostruiscono la vicenda, il primo in italiano il secondo in romeno:

http://www.milanotoday.it/politica/romeni-di-maio-angelica-vasile.html

http://www.gazetaromaneasca.com/observator/prim-plan/angelica-vasile-consiliera-la-milano-simt-jignita-ca-romanca-maio-sa-ceara-scuze-comunitatii/

Di Maio si scusi con la comunità romena

Gaffe di Luigi Di Maio (5 Stelle) sui romeni, Angelica Vasile (Pd): “Offesa come romena, come democratica, come dottoranda universitaria”
„Arriva anche a Milano l’eco della polemica di Luigi Di Maio, esponente del Movimento 5 Stelle e vice presidente della Camera (per alcuni, candidato premier “in pectore” del movimento di Grillo), sui romeni in Italia. Tutto è sorto con un post su Facebook in cui Di Maio ha scritto che «l’Italia ha importato dalla Romania il 40% dei loro criminali». Per poi aggiungere: «Mentre la Romania sta importando dall’Italia le nostre imprese e i nostri capitali. Che affare questa Ue!».

La protesta si è subito scatenata: i romeni in Italia sono (nel 2014) un milione e 131 mila, cioè il 22,6% del totale degli stranieri. Una comunità importante numericamente e mediamente integrata. L’ambasciatore romeno in Italia, George Gabriel Bologan, ha scritto una lettera aperta in cui definisce quello di Di Maio «un messaggio che, al di là delle opinioni personali, offende tanti miei concittadini di buona volontà» e conclude auspicando per Italia e Romania «un modello di integrazione e di amicizia fra cittadini europei, in un’Europa che tutti noi vogliamo chiamare la nostra casa, “a nostra Patria comune” come la voleva De Gasperi».

E a Palazzo Marino siede, dal 2016, tra i banchi del consiglio comunale di Milano, una romena: è Angelica Vasile, eletta con il Partito Democratico, che in precedenza aveva fondato l’associazione Fermati Otello contro la violenza nei confronti delle donne. Vasile non ci sta e reagisce duramente alle parole del grillino Di Maio: «Mi sento offesa come romena, democratica e come dottoranda universitaria», scrive Vasile: «Come romena perché quest’affermazione è discriminatoria nei confronti del mio Paese natale e di tutta la comunità presente ed integrata nel tessuto nazionale, impegnata in moltissimi settori produttivi, dai lavori di cura all’università, dall’edilizia al sociale. Come democratica perché le sue affermazioni in questo delicato momento storico vanno nella direzione di aumentare il clima di intolleranza e xenofobia di cui non si sentiva il bisogno, come dottoranda perché usa dati senza avere fonti attendibili e lo fa in maniera strumentale»

Politiche Sociali. Novità per le famiglie: reddito di maternità e bonus badante e baby sitter

Milano, 13 aprile 2017 A maggio, con le carte elettroniche, si potranno acquistare prodotti per la cura del bambino e servizi come la/il baby-sitter e un sostegno alle spese per le/i badanti.

Il reddito di maternità, proposto dall’Assessorato alle Politiche sociali come contributo per le famiglie nelle quali è appena nata una bambina o un bambino, sarà di 150 euro mensili per 12 mesi. Verrà erogato attraverso una carta elettronica da utilizzare per acquistare pannolini, creme, salviettine, detergenti ed altri prodotti presso negozi convenzionati, ma anche per pagare servizi come i baby-sitter, da reperire tramite il portale www.wemi.milano.it, tra i soggetti accreditati con il Comune. A farne richiesta potranno essere le neo mamme residenti a Milano, con un Isee familiare fino a 17.000 euro (con priorità ai nuclei famigliari con donne disoccupate e-o precarie, cioè prive di tutele).

È stato inoltre istituto il Buono assistenza familiare – BAF: un nuovo titolo sociale destinato a famiglie che hanno bisogno di un aiuto per accudire bambini o prendersi cura di un anziano non autosufficiente. Si tratta di un contributo sotto forma di rimborso spese (in una sola tranche) di 1.500 euro (una tantum) assegnato, anche in questo caso, a persone con Isee familiare fino a 17.000. Gli assistenti familiari, per cui si chiede il contributo di rimborso spese, dovranno essere assunti con un regolare contratto di almeno 15 ore settimanali, attraverso lo sportello CuraMi del Comune presso il Pio Albergo Trivulzio. Il beneficiario, se anziano, dovrà avere più di 60 anni; la tata o la baby-sitter per bambini fino a 8 anni di età.

Entrambi i provvedimenti partiranno nel mese di maggio. Per quanto riguarda il reddito di maternità sarà la società vincitrice della gara a gestire il servizio nel suo complesso. Le domande saranno raccolte presso i centri di assistenza fiscale (Caf) convenzionati, con sede a Milano, come già avviene per l’assegno di maternità Inps. Il contributo di 150 euro mensili sarà caricato a cadenza bimestrale (300 euro ogni due mesi).
Per il bonus badanti, tate e baby-sitter si dovrà compilare una richiesta su un apposito modulo (che sarà disponibile nelle prossime settimane) e consegnarla, insieme al documento Isee in corso di validità, allo sportello CuraMi presso il Pio Albergo Trivulzio (via Trivulzio 15).

NEI BENI CONFISCATI UNA CASA PER L’ALZHEIMER E IL RIFUGIO PER I RAGAZZI OMOSESSUALI

Sono felicissima di parlarvi di due progetti meravigliosi! Il primo sarà la prima Casa rifugio di Milano per ragazze e ragazzi omosessuali costretti a lasciare il luogo dove sono cresciuti perché rifiutati, non accettati dalla famiglia o dalla gente che li ha discriminati e isolati per il loro orientamento sessuale. Verrà aperta in un appartamento confiscato alla mafia, in via Sommacampagna, in zona Maciachini, con la collaborazione dei centri antiviolenza e l’associazionismo Lgbt e si collocherà nella rete delle abitazioni per le vittime di violenza già attive sul territorio.

Il secondo progetto sarà una Casa per la socialità dolce, il sollievo delle famiglie e i progetti per l’Alzheimer: si farà in un bene confiscato in via Varesina, una ex stazione di rifornimento, poi autorimessa, intestata a un pluripregiudicato per traffico internazionale di droga, arrestato a metà degli anni Novanta. Il terzo progetto riguarda la messa bando di un autosilo, con 70 posti auto e 10 posti moto in Largo V Alpini.

Le 163 unità immobiliari gestite dal Comune, tra cui appartamenti, laboratori, negozi, cantine e box sono assegnate per attività sociali senza fini di lucro. Con l’autosilo inizierà un nuovo corso. L’Amministrazione conta di avere entro l’anno ulteriori beni e di raggiungere quota 200. In futuro inoltre altri progetti saranno realizzati grazie alla sinergia attivata con l’Assessorato alla Partecipazione e Cittadinanza attiva, coinvolgendo i milanesi nella destinazione dei beni che saranno trasferiti al Comune.

DALL’11 APRILE TORNANO I CONCERTI DELL’ASSOCIAZIONE AMICI DELLA MUSICA

Mi fa piacere segnalarvi la bellissima stagione 2017 dell’Associazione amici della musica, fondata nel 1998 dal musicologo Luigi Pestalozza, e giunta alla sua XIX edizione. Da martedì 11 aprile, presso la Sala Arte Povera del Museo del Novecento, con cinque incontri-concerto, a ingresso gratuito, fino al mese di dicembre, oltre a due giornate di studio e di esecuzioni dedicate alla musica elettroacustica e programmate per l’autunno con data ancora da definirsi.

Qui trovate il programma dei cinque concerti, pensato e ideato da Luigi Pestalozza recentemente scomparso (a lui è dedicato l’intero ciclo di eventi) è intitolato “Il cammino della voce” e verte sulla vocalità da camera nell’arco di tempo storico che va dall’inizio dell’Ottocento fino ai nostri giorni. Propone un itinerario stilistico e poetico che attraversa tre aree temporali ed estetiche precise. Si inizia dall’Ottocento, con autori romantici, preromantici o tardoromantici come Beethoven, Schubert, Schumann, Liszt, Wolf, Brahms e Strauss, il cui contributo allo sviluppo del linguaggio vocale e liederistico è di primaria importanza per la qualità della ricerca compositiva, in strettissima relazione con le scelte letterarie.

Si prosegue con il primo Novecento e l’epoca delle prime avanguardie storiche, con autori decisivi per l’affermazione dei nuovi linguaggi della modernità musicale come Schoenberg, Debussy, Stravinskij e tanti altri. L’ultima parte sarà dedicata alla contemporaneità.

Martedì 11 aprile, il primo concerto proporrà un programma dal fascino irresistibile: Ludwig van Beethoven,An die ferne Geliebte, op. 98; A. Schönberg, Vier Lieder, op. 2; Charles Debussy, Trois chansons de Bilitis; Igor Stravinskij, Tre liriche giapponesi; Gian Francesco Malipiero, Due sonetti del Berni.

Ci vediamo l’11 aprile!

GIORNATA MONDIALE DELLA CONSAPEVOLEZZA SULL’AUTISMO

DOMENICA 2 APRILE PALAZZO MARINO S’ILLUMINA DI BLU

In occasione della ‘Settimana Blu’, domenica 2 aprile, giornata che l’Onu ha dedicato alla Consapevolezza sull’Autismo in tutto il mondo, Palazzo Marino s’illuminerà di blu.

È la prima volta che accade e l’iniziativa rientra nel programma di eventi organizzati a Milano innanzitutto dalle realtà che collaborano al progetto Autismo e Qualità della vita, grazie ad una co-progettazione innovativa del Comune Milano con Consorzio SiR Solidarietà in Rete.

Incontri, laboratori e attività dedicati ad aumentare la consapevolezza delle difficoltà quotidiane, ma anche delle opportunità per migliorare la qualità della vita delle persone con disturbi dello spettro autistico, delle loro famiglie e degli operatori che quotidianamente le affiancano. Per i dettagli www.retiautismo.it

EDUCAZIONE DIGITALE. AL VIA #STEMintheCity

EDUCAZIONE DIGITALE. AL VIA #STEMintheCity

Un mese di eventi per sensibilizzare i giovani alla cultura digitale e avvicinare le ragazze allo studio delle materie tecnico-scientifiche

Milano, 30 marzo 2017 – Un ricco calendario di appuntamenti dedicato da un lato alla diffusione della cultura digitale tra i giovani milanesi e dall’altro alla volontà del Comune di Milano di avvicinare le bambine allo studio della matematica e incoraggiare ragazze e giovani donne a intraprendere carriere di studio e di lavoro in campo scientifico, tecnologico e informatico.

È il progetto #STEMintheCity, in partenza nel mese di aprile, con il patrocinio delle Nazioni Unite ( ITU e UNRIC), del Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio e dell’Ufficio scolastico regionale, con la regia del Comune di Milano e la collaborazione di organizzazioni pubbliche e private.

In Italia la percentuale di donne che occupano posizioni tecnico-scientifiche è tra le più basse del mondo: il 31,71 per cento contro il 68,9 per cento di uomini e solo il 5 per cento delle quindicenni italiane aspira a intraprendere professioni in questi settori (dati Istat, Osce ed Eurostat). Volontà del Comune di Milano è quindi farsi promotore di iniziative concrete per abbattere questo divario di genere in campo scientifico e tecnologico e aiutare le giovani donne a sviluppare nuove abilità e competenze affinché possano sentirsi nella piena consapevolezza delle proprie capacità e possano accedere a un mercato del lavoro in continua espansione e ricco di possibilità.

INIZIATIVE PER TUTTE LE ETÀ

Gli eventi sono suddivisi per fasce d’età, a partire da quelli dedicati alle bambine delle scuole d’infanzia e primarie, passando per le secondarie di primo grado e secondo grado, con particolare attenzione a chi frequenta gli ultimi anni, fino alle studentesse universitarie. Per i bambini che frequentano la scuola dell’infanzia TinkiDoo organizza un incontro dedicato al Baby Coding, ossia come insegnare il pensiero computazionale attraverso l’utilizzo dei giocattoli.

Bricks4Kids, invece, insegnerà ai bambini e alle bambine che frequentano l’ultimo anno di scuola dell’infanzia e la scuola primaria come dare forma con i Lego alle principali caratteristiche dei modi di vivere di organismi animali e vegetali, mentre ai ragazzi che frequentano la scuola primaria sarà dedicato l’incontro “L’esplorazione del mondo, la flora, la fauna, la storia, la scienza”.

Laboratori di robotica e di coding al femminile saranno organizzati per studenti delle scuole primarie e secondarie grazie alla partnership con Microsoft, che ospiterà gli eventi nella nuova Microsoft House.

Valore D, con il progetto “Inspiring Girls”, promuoverà tre incontri all’interno delle scuole secondarie di primo grado con protagoniste alcune donne provenienti da professioni molto varie che parleranno della propria vita e del proprio lavoro, dei percorsi di carriera e di come bilanciano la loro vita lavorativa con le altre responsabilità.

Ai ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado sarà dedicato uno speciale  Open Day del Politecnico di Milano, a cura di Fondazione Polimi, in programma l’8 aprile, mentre il 22 aprile gli spazi di Talent Garden ospiteranno un evento dedicato al coding (come imparare a programmare) a cura di Coder Dojo.

Alle laureande e alle neolaureate è dedicato un evento speciale, a cura di Accenture, in programma il 19 aprile al Museo nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci: in questa giornata le ragazze avranno la possibilità di visitare il museo e partecipare a uno speciale business speed date.

Due gli appuntamenti dedicati ai genitori: il 20 aprile, nel corso della rassegna “Tempo di libri” in programma alla Fondazione Bracco, saranno presentati i volumi “100 donne contro gli stereotipi per la scienza” a cura di Giovanna Pezzuoli e Luisella Seveso e “Le ragazze con il pallino della matematica”, di Chiara Burberi e Luisa Pronzato.

Tutte le info e gli aggiornamenti relativi agli eventi in programma dal 27 al 29 aprile saranno disponibili sulla pagina Facebook dell’evento al link https://www.facebook.com/events/595917163935907/

Festival dei Beni Confiscati alla Mafia

Milano, 29 marzo 2017 – Gli appartamenti in centro città ottenuti con il prestito ad usura, il negozio a Baggio dove si spacciava la droga e da dove partiva il riciclaggio di denaro sporco attraverso la Svizzera. La lavanderia dove si ripulivano i divani in pelle, ma i soldi si facevano con il traffico di stupefacenti. La villa con rifiniture di lusso a pochi passi dall’Abbazia di Chiaravalle, a mostrare una fortuna raggiunta velocemente grazie ai reati più vari, dal furto, al narcotraffico, alla messa in circolazione di denaro falso.

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I beni confiscati dallo Stato nella città di Milano raccontano storie di malavita organizzata, infiltrazioni mafiose, presenza sul territorio e ramificazioni anche nella politica che hanno portato negli ultimi vent’anni a decine di inchieste e di arresti, l’ultimo dei quali lo scorso gennaio, in viale Brianza.

Operazioni che hanno coinvolto membri e affiliati di famiglie di spicco della criminalità organizzata, nomi noti per la loro presenza e pervicacia nel gestire attività illecite e nel conquistare fette sempre più grandi di business, dall’import –export della frutta allo smaltimento dei rifiuti.

Attualmente il patrimonio di beni confiscati e trasferiti al Comune conta 172 unità immobiliari: 163 assegnate e 9 in fase di acquisizione da parte dell’Amministrazione.

Tutto questo sarà raccontato da domani, giovedì 30 marzo, a domenica 2 aprile durante il Festival dei Beni Confiscati alle Mafie, evento organizzato dall’Assessorato alle Politiche sociali del Comune di Milano in collaborazione con Libera e Cesi e con la direzione artistica della giornalista Barbara Sorrentini.

Il Festival prenderà il via domani alle 10 presso Casa Chiaravalle, in via Sant’Arialdo 69, con la presenza di una ottantina di studenti delle scuole superiori di Milano, accompagnati da Libera e dai rappresentanti dell’Amministrazione comunale, di Gherardo Colombo, Umberto Ambrosoli; Nando dalla Chiesa, Lucilla Andreucci (referente Libera Milano. A seguire ci sarà la lezione agli studenti di Sandro De Riccardis, giornalista e autore di “La mafia siamo noi”.

Per questa quinta edizione il Festival ha consolidato il rapporto con gli studenti e il pubblico giovanile offrendo un programma che si rivolge innanzitutto a loro e si aprirà alla città coinvolgendo, per la prima volta, alcuni spazi esterni ma simbolici, tra cui il Liceo classico Manzoni: perché la cultura della legalità, che il Festival da cinque anni ha l’obiettivo di diffondere, quando entra in una scuola diventa educazione alla legalità.

Qui trovate il programma, vi aspetto!

Arrivano i Garanti degli Animali!

Arrivano i Garanti degli Animali!

Milano, 27 marzo 2017 –  Arrivano i Garanti degli Animali

Sono molto felice di condividere con voi questa bellissima notizia che aspettavo da un po’ di tempo, ovvero la nomina dei nuovi Garanti degli animali che sono rispettivamente: Paola Fossati e Gustavo Gandini.

Entrambi docenti dell’Università degli Studi di Milano, l’una presso il Dipartimento di Scienze veterinarie per la salute, la produzione animale e la sicurezza alimentare, l’altro presso il Dipartimento di Medicina veterinaria, titolari di diversi corsi in materia, vantano una profonda conoscenza del mondo animale, una formazione specifica articolata, conseguita in Italia e all’estero, e una continua attività di ricerca e produzione scientifica.

I due Garanti hanno accettato l’incarico pro bono e si dedicheranno insieme ai compiti che prevede questo ruolo, condividendo le proprie competenze e mettendole al servizio della città di Milano per puro spirito di dedizione.

In particolare, i due Garanti affiancheranno l’Amministrazione supportandola nell’attuazione dei regolamenti e delle deliberazioni in materia, nello sviluppo di azioni e politiche finalizzate alla tutela degli animali, alla prevenzione di abusi e alla sensibilizzazione dei cittadini per un corretto rapporto uomo-animale. Paola Fossati e Gustavo Gandini coopereranno con il dipartimento veterinario della ASL e con il Canile Sanitario; interagiranno con le associazioni attive sul territorio nel campo della protezione animale; collaboreranno con la Polizia locale e altri enti competenti nei casi di violazioni delle leggi o dei regolamenti inerenti la tutela degli animali. E quindi buon lavoro, di progetti ce ne sono davvero tanti!

Il progetto WeMi

Milano, 23 marzo 2017 – Oggi presso la sala commissioni di Palazzo Marino si è tenuta la Commissione Politiche Sociali congiunta con la Commissione Innovazione con lo scopo di illustrare i servizi e le novità del portale WeMi.

Consultando il sito web www.wemi.milano.it si può accedere a 100 diversi servizi di assistenza domiciliare fornita da personale qualificato di 58 enti del privato sociale. Insieme al sito sono stati aperti anche tre spazi in città: un caffè letterario in Via San Gottardo 41, all’interno di Spazio Agorà in Piazzetta Capuana 3 e all’interno del Servizio CuraMi in Via Trivulzio 15.

Dalla sua nascita (circa due mesi fa) il portale ha avuto ben 20.973 accessi per un totale di oltre 121 mila visualizzazione di pagina. Le richieste di servizio sono state più di 500 e in particolare per l’assistenza agli anziani e a bambini, seguite dalla cura per la casa e piccole manutenzione. Questo dato non stupisce in quanto in perfetto trend con un modello familiare in evoluzione che vede le donne sempre più impegnate in attività lavorative.

Ciò che rende il servizio davvero unico è la garanzia di entrare in contatto con personale altamente qualificato a tariffe contenute, fornite da enti certificati del privato sociale.
WeMi aiuta a trovare importanti servizi come l’assistenza domiciliare per bambini, anziani, e persone con disabilità. Ecco come il Comune diventa promotore delle opportunità della città, valorizzando la collaborazione tra pubblico e privato.

Sopralluogo al Carcere San Vittore

Sopralluogo al Carcere San Vittore

Fra le esperienze più intense e toccanti delle ultime settimane vi è stato il sopralluogo presso il Carcere di San Vittore indetto dalla Sottocommissione Carceri, di cui sono vicepresidente. Era per me la prima volta, ed ho a lungo riflettuto sulle emozioni che quella mattinata ha suscitato in me. E’ stato un uragano che ha travolto ogni mia certezza: più volte mi è mancata l’aria vedendo le celle così piccole e così colme di persone in attesa di qualcosa. L’ora del pasto, l’ora di uscire. Beckett direbbe Godot.

Camminando per i corridoi abbiamo incrociato la polizia penitenziaria, qualche detenuto indaffarato con lavori di pulizia, l’immagine di una Madonna inserita nel muro qua e là, però una costante mi schiacciava ad ogni passo: come possiamo dar loro la possibilità di reinserirsi nella città una volta usciti ed evitare che questo periodo di detenzione aggravi la loro situazione di isolamento dalla società?

Così ho ascoltato, ho fatto domande, ed ho scoperto che ci sono ex celle dove si può socializzare, altre dove si può fare un corso di lingua italiana, molte associazioni sono impegnate all’interno della Casa Circondariale di San Vittore per organizzare un concerto, uno spettacolo teatrale e così via. In alcuni momenti mi sentivo un po’ più sollevata, soprattutto quando la Vicedirettrice Teresa Mazzotta ci raccontava con quanto impegno stanno cercando da anni di gestire il problema del sovraffollamento nel Carcere.

Salendo le scale si sentiva un forte odore di aglio, si avvicinava l’ora di pranzo, e in quell’area c’erano i detenuti che avevano commesso reati a sfondo sessuale, qualche collega si è avvicinato ha parlato con loro, io ero bloccata, e così ho fissato a lungo il tabellone dove in corrispondenza del numero della cella vi era segnata la “tipologia” del detenuto: omosex, transex, non fumatore, lavorante e sav ovvero i sorvegliati a vista (ogni 10 minuti viene segnato su un registro cosa stanno facendo 24 ore su 24). Non riuscivo a smettere di guardare quella suddivisione, era giusta? Era sbagliata? Tante domande affollavano la mia mente e non trovavo risposta, e più mi guardavo attorno e più mi sentivo perduta nel labirinto dei miei dubbi.

Ad un tratto siamo arrivati in una zona dove c’era una musica di sottofondo, italiana, allegra, ero sollevata, “c’è musica!” ho pensato e poi percorrendo quel breve corridoio e guardando a destra e a sinistra all’interno delle celle ho visto volti spaesati, sguardi persi nel vuoto, poco reattivi al nostro passaggio, a differenza dei precedenti casi, finché sono giunta all’ultima cella sulla destra, era aperta, c’era un letto, uno di quelli con le cinghie che mi ricordò subito il film Qualcuno volò sul nido del cuculo, “sicuramente non viene più usato, certo che no, sono sicura” ho voluto chiedere conferma, mi hanno spiegato che in casi eccezionali si potrebbe dover ricorrere per il bene del detenuto, per evitare che si facciano del male, mi tremavano le gambe, la testa mi girava, mi mancava l’aria.. Ecco questo è in sintesi quello che ho vissuto durante il sopralluogo, una lunga apnea in attesa della risalita.

Un grazie di cuore alla nostra Garante delle persone private della libertà personale, Alessandra Naldi, e alla Vicedirettrice Teresa Mazzotta che ci hanno accompagnati nel sopralluogo della Casa Circondariale di San Vittore.

6 motivi per scegliere una fidanzata dell’est: l’inaccettabile disservizio pubblico della RAI

Milano, 20 marzo 2017 – Con estremo stupore abbiamo appreso del servizio intitolato “I motivi per scegliere una fidanzata dell’Est” andato in onda sabato 18 marzo nella trasmissione “Parliamone sabato”, rubrica di “La vita in diretta” su RAI 1.Tante donne nelle istituzioni si battono e portano avanti con fatica passo dopo passo il tema della parità, dell’abbattimento dello stereotipo di genere, della lotta alla violenza, della pari dignità uomo donna sul lavoro, in famiglia e nella società. È vergognoso e avvilente che la TV di Stato con un programma di intrattenimento passi come un battistrada sulle lotte quotidiane di tante associazioni, istituzioni, gruppi di donne e uomini che vogliono solo la parità di diritti. Lo dimostra pienamente la manifestazione nazionale dell’8 marzo così attiva e sentita, dove in tante e tanti siamo scesi in piazza contro la violenza sulle donne. E’ inaccettabile che la TV pubblica trasmetta un servizio dai contenuti sessisti e razzisti anziché educare alla parità di genere. Chiediamo le scuse ufficiali per tutte le donne che non meritano di essere svilite nella continua ricerca di maggiori diritti ed eguaglianza e per tutti gli uomini che non si riconoscono in quello stereotipo di genere. Chiediamo quindi le immediate dimissioni dei diretti responsabili della produzione.                                           Le consigliere e i consiglieri del Partito Democratico di Milano

Questo il mio intervento In Consiglio Comunale, a nome di tutto il Gruppo Consiliare del PD. In serata abbiamo appreso della chiusura del programma.

http://www.milanotoday.it/politica/perego-donne-est-dimissioni.html

La gestione di Casa Jannacci e del centro aiuto Stazione Centrale

La gestione di Casa Jannacci e del centro aiuto Stazione Centrale

Milano, 17 marzo 2017 – Oggi voglio raccontarti una novità che riguarda la gestione della Casa di Accoglienza “Enzo Jannacci” ubicata in viale Ortles 69 e del Centro Aiuto Stazione Centrale. Ieri pomeriggio, con l’apertura delle proposte economiche si è conclusa la procedura di gara (per un importo di 5.614.226,21 euro) e Spazio Aperto Servizi si è aggiudicata l’affidamento dei seguenti servizi: medico infermieristico, socioassistenziale, educativo, segretariato sociale, guardaroba ospiti e approvvigionamento di beni di consumo per la struttura di viale Ortles; socioassistenziale ed educativo presso il Centro aiuto Stazione Centrale. La durata dell’incarico  sarà 34 mesi ovvero dal 2017 al 2019.

Con la nuova gestione sarà potenziato il personale presente nella struttura, che continuerà la sua trasformazione da semplice dormitorio a centro polifunzionale di servizi alla persona. L’obiettivo è garantire agli ospiti della Casa Jannacci, persone con storie personali e familiari complesse, che ho potuto vedere io stessa con un tour notturno fra le strutte di accoglienza, percorsi individuali di accompagnamento verso l’autonomia, cercando di offrire loro un sostegno nella ricerca di un lavoro e di una casa, nella ricostruzioni di relazioni perdute.

E’ importante però, come ribadisce anche l’Assessore Pierfrancesco Majorino, che ci sia un doppio salto di qualità, con ancora più rigore nei controlli interni per contrastare qualsiasi forma di illegalità e con un ulteriore lavoro di integrazione nel quartiere. Casa Jannacci ha compiuto passi avanti importanti, ora deve proseguire il suo cammino. Durante il mio recente tour presso alcune strutture di accoglienza ho potuto constatare ancora una volta di quanto sia importante il ruolo svolto dai numerosi volontari che accolgono le persone bisognose e che le indirizzano verso una vita migliore da quella da cui scappano.

Salute, Milano capitale della ricerca sulla endometriosi

Milano, 16 marzo 2017 – Oggi durante la Commissione Politiche Sociali congiunta con Pari Opportunità abbiamo affrontato un tema molto importante e poco conosciuto: l’endometriosi. Tra i molti traguardi raggiunti dalla nostra città, ora c’è anche quello di essere la capitale mondiale della ricerca scientifica sull’endometriosi. Infatti, secondo l’organizzazione Statunitense Expertscape, Milano è la città al mondo dove maggiormente si studia l’endometriosi e l’Università degli Studi di Milano risulta essere l’università più produttiva in termini di numero di pubblicazioni e di citazioni da parte dei colleghi.

L’endometriosi è una patologia che colpisce l’apparato genitale femminile provocando frequentemente dolori, infertilità, problemi psicologici e deterioramento della qualità della vita, inclusi gli aspetti di salute sessuale.Si stima che il 5% delle donne in periodo riproduttivo, un numero enorme, sia affetta da endometriosi, sono lieta dei traguardi raggiunti dalla ricerca a Milano, ma contestualmente vanno necessariamente intensificate le azioni di prevenzione ed informazione, purtroppo la consapevolezza di questa malattia è ancora troppo limitata, ecco perché ho deciso di iniziare a parlarne in una Commissione Consiliare.

In audizione vi era il Dottore e Professore di Ginecologia e Ostetricia Paolo Vercellini il quale ha anche proposto alla comunità scientifica un modello di assistenza alle donne con endometriosi, che tende a limitare il ricorso ripetuto a interventi chirurgici talvolta gravati da complicazioni o con possibili conseguenze sulla futura funzionalità delle ovaie. In clinica Mangiagalli sono stati sperimentati e diffusi trattamenti medici sicuri e ben tollerati che si sono dimostrati efficaci nel controllare il dolore e nel ridurre il rischio di recidiva della malattia.

Erano altresì presente le Dottoresse Giussy Barbara, ginecologa e terapista sessuale e Federica Facchin, psicoterapeuta e ricercatrice. Con loro sono stati approfonditi gli aspetti legati alla fertilità e sono stati precisati percorsi di procreazione medicalmente assistita specifici per le donne affette da endometriosi. Infatti, in queste pazienti non sempre si riesce a ottenere un concepimento naturale e, nel contempo, tecniche quali la fertilizzazione in-vitro possono comportare rischi se non effettuate da ginecologi particolarmente esperti in questa patologia.

Infine, Vanessa Nebuloni, responsabile sezione di Milano dell’Associazione Progetto Endometriosi, ha spiegato che gli obiettivi delle ricerche cliniche sono scelti insieme alle organizzazioni di pazienti e loro rappresentanti intervengono attivamente nella definizione e presentazione del protocollo. E’ questo uno degli aspetti della medicina collaborativa e della ricerca partecipata che Milano oggi propone alle donne affette da endometriosi.

Il Comune di Milano aderisce al bando SPRAR per l’accoglienza di 150 minori stranieri non accompagnati

Il Comune di Milano aderisce al bando SPRAR per l’accoglienza di 150 minori stranieri non accompagnati

Milano, 10 marzo 2017 – Il Comune di Milano questo mese ha aderito al bando Sprar, Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, del Fondo nazionale per le Politiche e i Servizi dell’Asilo. Questa è un’importante novità poiché l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati potrà essere realizzata con fondi erogati interamente dallo Stato generando un risparmio di risorse comunali pari a 4 milioni di euro annui, per un periodo di tre anni, rinnovabili. In questo modo potremo ridurre la spesa comunale e destinare le risorse così liberate ad altri servizi e interventi.

Entro il prossimo 31 marzo l’Amministrazione presenterà il suo progetto relativo all’accoglienza in favore di 150 minori stranieri non accompagnati: 25 dei 150 posti previsti saranno messi a disposizione di minorenni vulnerabili, 10 saranno esclusivamente per ragazze; 15 posti, in appartamenti condivisi, saranno riservati a neo-maggiorenni già inseriti nel sistema Sprar per l’accoglienza nei successivi sei mesi dal compimento della maggiore età. L’accoglienza sarà di tipo integrato, quindi non solo relativa a interventi materiali di base come vitto e alloggio (propria dei “centri di accoglienza straordinaria”) ma comporterà servizi di inclusione sociale funzionali alla riconquista dell’autonomia individuale. Il progetto comprenderà una serie di azioni: mediazione linguistico-culturale, insegnamento della lingua italiana e inserimento scolastico, tutela psico-socio-sanitaria, orientamento e accompagnamento all’inserimento lavorativo, abitativo e sociale, orientamento legale.

Negli ultimi anni, la presenza dei minori non accompagnati (ai quali abbiamo dedicato due Commissioni Politiche Sociali) è cresciuta notevolmente in ragione dell’intenso flusso migratorio che ha portato a Milano anche adulti e famiglie. Grazie al Fondo nazionale si darà un’adeguata risposta alle richieste di un posto in comunità potendo contare interamente su risorse dello Stato. Fino ad oggi l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati era quasi totalmente a carico del Comune.

L’accoglienza avverrà in centri Sprar dedicati ai minori sulla base di quanto già si sta facendo con l’esperienza avviata lo scorso luglio nella struttura comunale di via Zendrini, con la collaborazione di Progetto Arca e Albero della Vita. La domanda di adesione che il Comune presenterà entro il 31 marzo conterrà L’adesione al bando non comporterà alcuna spesa aggiuntiva per il Comune di Milano. Il cofinanziamento del progetto da parte dell’Amministrazione sarà pari al 5% e sarà coperto esclusivamente mediante la valorizzazione del personale dipendente dedicato al progetto.