Insieme senza muri

Questa mattina ho partecipato alla conferenza di lancio di Insieme senza muri promosso dall’assessore Pierfrancesco Majorino. Qui di seguito una parte del messaggio del nostro Sindaco Giuseppe Sala che io ho trovato bellissimo:

“Care e Cari Amici,
con Insieme senza muri Milano riafferma ciò che è da sempre: una città aperta, accogliente e
proprio per questo dinamica e ricca di opportunità per tutti. I 35 giorni di eventi che compongono
la rassegna sono il ritratto di una città che rifiuta di guardare indietro e chiudersi nella paura.
Questa scelta è chiara e appartiene a tutta la città, sia pure con sensibilità differenti. Aggiungo: non è solo una scelta di oggi, ma un tratto distintivo di Milano, l’elemento di una identità che attraverso i secoli e le epoche, anche le più recenti, ha determinato la storia e la fortuna della comunità ambrosiana. La Milano che accoglie è la Milano che cresce: due volti inseparabili di un sistema che funziona, e sa produrre soluzioni pragmatiche e ricche di valore etico e politico. Migranti, studenti stranieri, imprenditori e artigiani, lavoratori, ricercatori, nuove famiglie: questi
sono i volti diversi dell’unica capacità di Milano di avere un ruolo nella storia rafforzando la propria
identità. Milano è capace di rendere tutti davvero milanesi: di riconoscere diritti educando ai doveri che sono fondamento nel lavoro. E’ in questo quadro che considero l’accoglienza che abbiamo offerto a migliaia di donne, bambini, uomini in fuga da guerre e persecuzioni un autentico atto di civiltà. Un atto che sarà ricordato tra i più luminosi nella recente storia europea.
Un atto profondamente milanese.”

Alla conferenza stampa oltre all’assessore Pierfrancesco Majorino hanno partecipato anche l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno e la cantante Malika Ayane.

Catena umana in via Padova

Ieri pomeriggio si è svolta una lunga catena umana tra piazzale Loreto e Crescenzago, lungo via Padova.

L’iniziativa, ha visto l’adesione di moltissime associazioni della zona, ha avuto l’obiettivo di promuovere la lotta alle discriminazioni e la cultura del dialogo e dell’inclusione; via Padova è infatti, come scrivono gli organizzatori, “da sempre una via di migranti: in passato ha accolto migliaia di immigrati arrivati da ogni parte d’Italia e lo stesso accade oggi con i migranti provenienti dall’Asia, dall’Africa, dall’America latina e da altri paesi europei. Vogliamo che questa via rappresenti la possibilità di vivere bene insieme, che sia un luogo dove tutti coloro che vi abitano possano costruire un futuro per sé e per i propri figli, senza discriminazioni”. È stata un’iniziativa molto bella durante la quale ho incontrato gli amici e le amiche del Partito Democratico del Municipio 2!

Intervista su Gazeta Românească

Sono stata molto felice ed onorata di esser intervistata da Gazeta Romaneasca. Qui trovi tutta l’intervista in romena e di seguito in italiano!

1. Angelica Vasile, che cosa avete realizzato di importante in questi primi 2 anni da quando siete stata eletta?

La prima cosa più importante che sono riuscita a realizzare è un parco giochi accessibile sia a bambini disabili sia a bambini non disabili. I giochi sono progettati affinché possano essere usati contemporaneamente da tutti. Il parco sarà inaugurato sabato 21 aprile e insieme al Sindaco di Milano Beppe Sala avrò l’onore di presenziare a questo importante avvenimento per la città di Milano, un progetto per il quale ho studiato e lavorato tanto.

2. Non avete mai nascosto il fatto di essere romena, come siete vista dalle altre persone, come una straniera?

Molte persone hanno deciso di non votarmi perché sono nata a Bucarest e perché tutta la mia famiglia è romena, però tante altre persone mi hanno votata proprio perché sono romena e sono state felici di vedere che ci sono romeni come me che studiano, lavorano, si impegnano nel sociale e in politica. Sono così come sono anche grazie alla mia infanzia trascorsa a Bucarest in una casa con Mamaie, Tataie i miei zii Costi e Mihai e la mia mamma. Sono così come sono perché sin da bambina ho sentito sulla mia pelle la sofferenza di quando si abbandona la propria terra e una parte della famiglia, questo credo mi aiuti a capire di più i problemi di chi viene da altri paesi. Credo che essere romeni sia un punto di forza e non di debolezza.

3. Siete Presidente dalla Commissione Politiche Sociali, vi è capitato di avere a che fare con le comunità straniere, in particolare con quella romena?

Si, ho seguito diversi problemi di comunità straniere a Milano. Con la comunità romena sto lavorando per realizzare una biblioteca romena, ci sono tantissimi libri sparsi nel Consolato e nelle Case dei miei connazionali. Mi impegnerò a trovare uno spazio dove possano essere raccolti i libri e dove le associazioni romene possano riunirsi.

4. C’è l’impressione che un consigliere romena possa risolvere i problemi dei romeni, cosa ne pensate?

Penso che quando sei eletto devi rappresentare tutti i cittadini e le cittadine, italiani, stranieri, romeni o inglesi, giovani o anziani, uomini, donne e bambini. Però è anche vero che nel mio cuore e nella mia mente porto sempre il mio paese e quindi se posso fare qualcosa in più per la mia comunità sono ancora più felice.

5. Avete legami con la comunità romena a Milano, avete coinvolto qualcuno nel PD?

Si, ho legame con la comunità romena, ci sono sia persone del Partito Democratico sia persone di altri partiti. E sì ho coinvolto alcuni romeni nel Partito Democratico perché penso che più di altri partiti crede nell’eguaglianza e nell’intergrazione.

6. Le elezioni sono state vinte da Luigi DI Maio, quello a cui avete chiesto le scuse per aver offeso la comunità romena. Avete cambiato parere su di lui?

No, non ho assolutamente cambiato parere. Spero che lui abbia cambiato parere di noi romeni perché siamo la comunità più numerosa in Italia, tante donne e uomini ogni giorno lavorano con gli italiani e per gli italiani, nelle Case come baby sitter, badanti, nei cantieri ma anche negli ospedali come infermieri e sempre di più anche nelle Università. Abbiamo un popolo (quello romeno) che si sta davvero impegnando in questo paese e deve essere rispettato dai politici.

7. Che spigazione date ai risultati del  PD in queste elezioni?

Purtroppo in questo momento storico della politica vince chi grida di più, vince chi semina terrore, vince chi è più estremista e nazionalista. Basta vedere Trump. Il PD non grida e forse deve farlo di più, dice che bisogna aiutare i paesi in difficoltà, dice che bisogna integrare gli stranieri e in questo momento storico la gente ha paura, preferisce qualcuno che gli dice che manderà fuori gli stranieri dal paese (anche se questo non avverrà).

8. Avete contatti con il partito social-democratico romeno? Avete mantenuto la cittadinanza romena?

Non ho contatti con il partito social-democratico e mi dispiace molto. Sì certo che ho mantenuto la cittadinanza.

9. Che consiglio dareste ad un romeno che vuole fare politica?

Lo stesso consiglio che darei anche ad un italiano, di essere sincero, onesto, di non dimenticarsi mai e poi mai da dove viene.

Via al progetto P.A.N.E per la formazione lavorativa dei richiedenti asilo

Oggi in commissione consiliare abbiamo presentato il progetto P.A.N.E. un’importante iniziativa per l’inserimento lavorativo dei migranti.

Partirà il 3 aprile la prima edizione di P.A.N.E., il progetto per l’inclusione lavorativa dei richiedenti asilo promosso dal Comune di Milano e Fondazione Adecco in collaborazione con la Società Umanitaria.

Sono 16 i migranti, di età compresa tra i 18 e i 25 anni ospiti delle strutture del territorio milanese, che parteciperanno alla prima edizione del progetto che punta a offrire un’occasione di integrazione attraverso la formazione e il lavoro. Il 3 aprile, dopo la fase di selezione realizzata con il contributo del Centro di mediazione al lavoro (Celav) del Comune, avrà inizio il primo corso di formazione per panificatori e addetti
alla caffetteria che si svolgerà presso la sede di Società Umanitaria. Avrà la durata di un mese, per un totale di 120 ore, di cui 60 dedicate a nozioni teoriche e 60 alla pratica laboratoriale secondo un modello di formazione fondato sul learning by doing,
ovvero l’apprendimento attraverso il fare, che metterà subito alla prova sul campo i ragazzi. Il corso affronterà tutti gli aspetti riguardanti la normativa di riferimento, la gestione di una caffetteria, la tecnica della cottura e gli elementi fisici e biochimici
che intervengono nella preparazione dei prodotti da forno. Al termine del percorso formativo organizzato in collaborazione con Fondazione Adecco, verranno avviati dei tirocini trimestrali in azienda per i quali i tirocinanti riceverannouna borsa lavoro dell’ammontare di circa 500 euro il cui costo sarà sostenuto dal Celav. Sono già diverse le imprese del territorio che hanno mostrato interesse ad aderire al progetto. Gli abbinamenti tirocinante-azienda verranno decisi sulla base del percorso individuale di ogni partecipante, delle sue caratteristiche e delle sue inclinazioni, grazie al prezioso apporto dei tutor messi a disposizione dal Celav che seguiranno i partecipanti in tutto il percorso.

Sono già diverse le imprese del territorio che hanno mostrato interesse ad aderire al progetto. Gli abbinamenti tirocinante-azienda verranno decisi sulla base del percorso
individuale di ogni partecipante, delle sue caratteristiche e delle sue inclinazioni, grazie al prezioso apporto dei tutor messi a disposizione dal Celav che seguiranno i partecipanti in tutto il percorso.

Nel 2018 i fondi assegnati dal bilancio previsionale per il Centro mediazione al Lavoro ammontano a 1,9 milioni di euro che si tradurranno in 1.445 tirocini e borse lavoro per i milanesi.

Evento Felicità e Politiche Sociali – 27 marzo 2018

Ci tengo a spiegare più nel dettaglio l’importanza dell’evento di domani sulla Felicità che si terrà alle 17.30 presso la Casa dei Diritti di via Edmondo de Amicis 10, con l’Assessore alle Politiche Sociali Pierfrancesco Majorino, Chiara Bisconti, già Assessora del Comune di Milano, Angelica Villa, Emanuele Lazzarini e Alberto Provenzali.

Angelica Villa da anni ha iniziato ad interrogarsi sul significato di Felicità Pubblica, ricordo che non si era ancora laureata e una volta mi chiese “cosa ne pensi se facessi una tesi di laurea sulla Felicità?” e quando le chiesi come mai mi spiegò che ai tempi dell’Umanesimo civile italiano, quando Muratori scrive la sua «pubblica felicità» (1749), l’aggettivo pubblico che veniva associato a felicità, era molto importante. A differenza dell’uso oggi corrente che lo associa all’intervento del governo, in quegli autori dire che la felicità era pubblica significava riconoscere che, diversamente dalla ricchezza, la felicità può essere goduta solo con e grazie agli altri: posso essere ricco anche da solo, ma per essere felici occorre essere almeno in due, come già aveva insegnato Aristotele. Inoltre, questa felicità è pubblica perché riguarda non tanto la felicità dell’individuo in quanto tale, ma ha a che fare con le precondizioni istituzionali e strutturali che permettono ai cittadini di sviluppare (o, in assenza, di non sviluppare) la loro felicità individuale: l’economista civile, quindi, non vuole insegnare alle persone l’arte di esser felici, ma vuole indicare al governante o al politico le precondizioni da assicurare per far sì che ciascuno possa fiorire come persona, o, come diceva Verri, suggerire i modi «per rimuovere le cause dell’infelicità».
L’idea di felicità, relazionale e pubblica, e quindi il suo indissolubile rapporto con le virtù civili e la sua logica paradossale, è dunque un’importante caratteristica e un elemento di peculiarità dell’approccio ‘italiano’ alla felicità. La felicità della tradizione dell’economia civile è pubblica perché ha a che vedere con il bene comune, che è il fine dell’attività di governo, della «scienza dell’amministrazione», e quindi deve diventare l’ideale del buon governo del sovrano, «che è supremo e indipendente moderatore per la pubblica felicità, cioè per la felicità di tutto il corpo e di ciascun membro» (A. Genovesi, Delle lezioni di commercio o sia di economia civile, 1765).

Insieme con Emanuele Lazzarini e l’Assessore Pierfrancesco Majorino esploreremo due filoni: migranti e relazioni sociali.

Il World Happiness Report del 2018 è dedicato al tema della migrazione. 5 dei 7 capitoli riguardano proprio la correlazione tra flussi migratori e livello di felicità, stando bene attenti a considerare diverse possibili definizione e accezioni della migrazione stessa:
– La migrazione da aree rurali ad aree urbane, che ancora caratterizza molti paesi nel mondo
– La migrazione internazionale, che riempie le cronache dei nostri media
– La felicità di chi è già migrato anni fa e, in qualche modo, prova a intonarsi con il paese in cui vive
I dati mostrano, in generale, un effetto positivo della migrazione in termini di felicità (di chi migra), con un’evidenza importante: non è tanto il reddito a determinare la felicità dei migranti e dei cittadini originari del paese che li ospita. La forza del tessuto sociale e delle sue istituzioni impatta sul benessere sia di chi migra, sia di chi accoglie i migranti, molto di più.

Di questo e molto altro parleremo domani, io credo sia un tema molto importante, ti aspetto!

Parte il progetto BellaMilano, disoccupati, richiedenti asilo insieme!

Partiti oggi in via Padova e Stazione Centrale. Da marzo le squadre diventeranno venti e saranno estese a tutta la città
Oggi parte “BellaMilano”, una grande azione per la comunità e per la città, che coinvolgerà i disoccupati che da molto tempo vivono una situazione di disagio e sono seguiti dai servizi sociali del Comune, raggruppandoli in venti squadre diffuse in tutti i quartieri della città. Si occuperanno di presidiare e ripulire giardini e aree verdi, vie e piazze e riceveranno per questa attività una borsa lavoro con un contributo fino a 500 euro al mese. Saranno affiancati da richiedenti asilo che parteciperanno alle attività su base volontaria e dai cittadini variamente organizzati, dai gruppi di volontariato alle social street.
Le prime quattro squadre hanno iniziato oggi in zona Stazione Centrale e via Padova. Sono composte da sei disoccupati, due assunti dalla cooperativa Vestisolidale che faranno da caposquadra, e quattro segnalati dal Celav, il Centro per il Lavoro: questi ultimi sono italiani residenti a Milano e senza lavoro che vivono situazioni di svantaggio sociale perché provenienti dal carcere, da contesti di disabilità o perché over 55 espulsi dal mondo del lavoro e ancora lontani dalla pensione. Ad affiancarli otto richiedenti asilo ospiti del Cas (Centro di accoglienza straordinaria) di via Aldini (Progetto Arca), Casa Suraya (Cooperativa Farsi Prossimo), via Pollini (City Angels).
Questo progetto di intervento sui quartieri della città, con azioni antidegrado e coinvolgimento della cittadinanza attiva, si svolgerà in forma sperimentale nei prossimi tre mesi e da marzo 2018, con una bando, sarà esteso a tutto il territorio della città: le squadre aumenteranno progressivamente, prima saranno nove, una per ogni Municipio, poi nel corso dell’anno diventeranno venti.
“BellaMilano” è un progetto per la città che declina l’inclusione lavorativa e sociale in attività utili per la comunità e per chi le compie: i disoccupati potranno avere l’opportunità di muovere nuovamente i primi passi nel mondo del lavoro; i richiedenti asilo potranno a loro volta impegnarsi volontariamente facendosi conoscere dalla comunità e facendo pratica della lingua italiana. 
Le squadre opereranno in parallelo con Amsa, svolgendo interventi non previsti dal contratto di servizio: pulizia di giardinetti frequentati dai clochard, raccolta di cartoni, di materiale destinato alla raccolta differenziata o speciale (come oli esausti, cartucce di stampanti, materiale da riciclo).
Oggi è stato fatto il punto anche sull’attività svolta con l’iniziativa “Un’Azione in Comune”, che ha visto la partecipazione di almeno 500 richiedenti asilo. Il debutto nel 2016 con Puliamo il Mondo (manifestazione ripetuta anche lo scorso settembre) seguito da 18 domeniche di attività tra settembre 2016 e dicembre 2017. Domenica 17 l’ultimo appuntamento al parco Montanelli. Grazie alla loro attività, le squadre di “Un’Azione in Comune” hanno contribuito a ripulire numerose aree verdi tra parchi e giardini della città, quali i giardini Montanelli, parco Tolentino e piazza Firenze, parco Testori, piazza del Cannone, via Ferrante Aporti e piazza Luigi di Savoia, giardini di piazza Gerusalemme, giardini di via Morgagni e piazzale Bacone, parco Trotter, parco Pallavicino, parco Don Giussani e parco delle Basiliche.
Tra le attività più apprezzate dai cittadini la raccolta di foglie secche. Un lavoro faticoso, svolto meticolosamente, che solo nel periodo tra settembre e dicembre ha prodotto 2.500 sacchi pari a 63 tonnellate di foglie.
Le squadre hanno contribuito anche a svuotare cantine, ripulire muri imbrattati di scuole ed edifici pubblici, imbiancare pareti di centri anziani, effettuare traslochi. Grande l’attività svolta nel quartiere di Quarto Oggiaro dove un gruppo di ragazzi guidato dal consigliere Fabio Galesi ha compiuto numerosi interventi su richiesta dei cittadini.
Questo è il secondo anno di attività volontaria dei richiedenti asilo. A loro l’Amministrazione ha voluto consegnare oggi un riconoscimento per l’impegno dimostrato (in allegato l’attestato consegnato).
È stata anche l’occasione per presentare un sito realizzato da una quindicina di cittadini milanesi www.extrapulita.net che contribuirà a raccogliere segnalazioni dal territorio per migliorare gli interventi delle squadre.

Incontro con la scrittrice italo-romena Elena Nemes Ciornei – 23 ottobre

Lunedì 23 ottobre ho partecipato ad un evento molto bello e interessante che tocca le corde del mio passato e delle mie origini: la presentazione del libro di poesie di Elene Nemes Ciornei, scrittrice italo-romena che ha deciso di condividere con tutti noi i suoi più profondi pensieri.

Se avete occasione leggete il suo libro e soprattutto incontratela perché è una donna meravigliosa!

 

 

20 MAGGIO SENZA MURI

Mancano pochi giorni alla marcia del 20 maggio: Milano sarà attraversata da una mobilitazione festosa, popolare e carica di speranza.

La speranza di chi crede nel valore del rispetto delle differenze culturali ed etniche.

La speranza di chi ritiene che la società plurale sia un’occasione di crescita per tutti e che la logica dei muri che fomentano la paura debba essere sconfitta dalle scelte che pongono al centro la forza dell’integrazione e della convivenza.

Quelle scelte che, a cominciare dall’Europa, sconfiggano il vento dell’intolleranza e che mettano al centro il principio dell’incontro tra i popoli e di un futuro fondato sul valore della persona senza che la nazione d’origine, la fede professata, il colore della pelle possano diventare il pretesto per alimentare nuove discriminazioni.

Quelle scelte che, a livello nazionale, ci portino a compiere, senza ambiguità, passi avanti reali, come l’effettivo superamento della Legge Bossi Fini, l’approvazione della Legge sulla Cittadinanza, la necessità di rafforzare un sistema di accoglienza dei migranti fondato sul coinvolgimento di tutte le comunità e le istituzioni, la trasparenza, la qualità, il sostegno ai soggetti più fragili (i minori, le donne, i vulnerabili), la cultura dei diritti e della responsabilità.

Milano è nata dall’incontro tra storie diverse e il suo sviluppo si è fondato, nei suoi momenti migliori, proprio sulla capacità di accogliere le diversità e di alimentare la coesione sociale.  

E come Milano, in svariati luoghi del mondo, chi crede nella società aperta, e non si fa incantare dalle sirene dell’odio, scommette con più certezza sulla propria crescita e sulla capacità di generare lavoro, benessere ed opportunità.  

Anche per questo il 20 maggio, in un giornata di impegno, musica, creatività, cultura, saremo in tante e in tanti.  

Perché, nel tempo in cui viviamo, sono in gioco i valori fondamentali per il futuro di tutti.

Sabato 20 maggio io sarò alle 14:30 in Porta Venezia e spero di sarai anche tu!

Il Comune di Milano aderisce al bando SPRAR per l’accoglienza di 150 minori stranieri non accompagnati

Il Comune di Milano aderisce al bando SPRAR per l’accoglienza di 150 minori stranieri non accompagnati

Milano, 10 marzo 2017 – Il Comune di Milano questo mese ha aderito al bando Sprar, Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, del Fondo nazionale per le Politiche e i Servizi dell’Asilo. Questa è un’importante novità poiché l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati potrà essere realizzata con fondi erogati interamente dallo Stato generando un risparmio di risorse comunali pari a 4 milioni di euro annui, per un periodo di tre anni, rinnovabili. In questo modo potremo ridurre la spesa comunale e destinare le risorse così liberate ad altri servizi e interventi.

Entro il prossimo 31 marzo l’Amministrazione presenterà il suo progetto relativo all’accoglienza in favore di 150 minori stranieri non accompagnati: 25 dei 150 posti previsti saranno messi a disposizione di minorenni vulnerabili, 10 saranno esclusivamente per ragazze; 15 posti, in appartamenti condivisi, saranno riservati a neo-maggiorenni già inseriti nel sistema Sprar per l’accoglienza nei successivi sei mesi dal compimento della maggiore età. L’accoglienza sarà di tipo integrato, quindi non solo relativa a interventi materiali di base come vitto e alloggio (propria dei “centri di accoglienza straordinaria”) ma comporterà servizi di inclusione sociale funzionali alla riconquista dell’autonomia individuale. Il progetto comprenderà una serie di azioni: mediazione linguistico-culturale, insegnamento della lingua italiana e inserimento scolastico, tutela psico-socio-sanitaria, orientamento e accompagnamento all’inserimento lavorativo, abitativo e sociale, orientamento legale.

Negli ultimi anni, la presenza dei minori non accompagnati (ai quali abbiamo dedicato due Commissioni Politiche Sociali) è cresciuta notevolmente in ragione dell’intenso flusso migratorio che ha portato a Milano anche adulti e famiglie. Grazie al Fondo nazionale si darà un’adeguata risposta alle richieste di un posto in comunità potendo contare interamente su risorse dello Stato. Fino ad oggi l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati era quasi totalmente a carico del Comune.

L’accoglienza avverrà in centri Sprar dedicati ai minori sulla base di quanto già si sta facendo con l’esperienza avviata lo scorso luglio nella struttura comunale di via Zendrini, con la collaborazione di Progetto Arca e Albero della Vita. La domanda di adesione che il Comune presenterà entro il 31 marzo conterrà L’adesione al bando non comporterà alcuna spesa aggiuntiva per il Comune di Milano. Il cofinanziamento del progetto da parte dell’Amministrazione sarà pari al 5% e sarà coperto esclusivamente mediante la valorizzazione del personale dipendente dedicato al progetto.